Ligustro Gemmoderivato – Nonna Ortica

ligustro

Il ligustro viene oggi inserito in protocolli orientati a:

  • tendenza alle infiammazioni recidivanti delle mucose
  • alternanza di sintomi tra distretti diversi
  • iperreattività immunitaria locale
  • infiammazione cronica di basso grado
  • fragilità delle barriere mucosali
  • regolazione dell’iper-reattività delle superfici biologiche (mucose)
  • riduzione della “rumorosità infiammatoria di fondo” che interferisce con la stabilità neurovegetativa
  • riequilibrio tra stimolo e risposta nei sistemi di confine (mucose–nervoso–immunitario)

 

Fascia di prezzo: da €13,00 a €49,00

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Maggiori informazioni su Ligustro Gemmoderivato – Nonna Ortica

Il gemmoderivato di Ligustro volgare si ottiene dalla macerazione delle gemme fresche di Wild privet, arbusto della famiglia delle Oleaceae, tradizionalmente utilizzato in fitoembrioterapia come rimedio di modulazione dell’infiammazione delle mucose e dei tessuti di rivestimento.

Il suo organotropismo si esprime in modo elettivo su mucose orali, respiratorie, gastroenteriche e urogenitali, con estensione anche al distretto vascolare arterioso nei quadri infiammatori cronici.

Proprietà principali

Azione antiflogistica su mucose e tessuti

Il Ligustro è tradizionalmente indicato nei processi infiammatori che coinvolgono le superfici mucosali e gli epiteli.

Può essere considerato in caso di:

  • infiammazioni della mucosa orale
  • aftosi recidivante
  • glossiti e stomatiti
  • irritazioni delle mucose digestive
  • flogosi croniche a livello intestinale

Agisce come modulatore del terreno infiammatorio delle superfici di contatto.

Apparato gastro-enterico

Mostra affinità per i distretti digestivi nei quadri caratterizzati da:

  • gastroenteriti funzionali o recidivanti
  • coliti infiammatorie croniche
  • enterocoliti irritative
  • disturbi infiammatori a lenta evoluzione del tratto intestinale

L’azione è orientata al riequilibrio della reattività mucosale.

Vie respiratorie e mucose ORL

Trova impiego nei soggetti con:

  • faringiti recidivanti
  • tracheiti e bronchiti infiammatorie
  • irritazione cronica delle vie respiratorie superiori
  • mucose respiratorie iperreattive

Utile nei quadri di infiammazione persistente a bassa intensità ma ricorrente.

Distretto genito-urinario

Il Ligustro mostra affinità anche per:

  • cistiti recidivanti
  • irritazioni uretrali
  • infiammazioni croniche delle mucose urogenitali
  • stati irritativi persistenti del distretto pelvico

 

Sistema vascolare: arteriti e flogosi endoteliale

Un aspetto caratteristico del rimedio riguarda la sua possibile azione di supporto nei processi infiammatori vascolari.

Può essere considerato in caso di:

  • arteriti funzionali o croniche
  • infiammazione del microcircolo arterioso
  • fragilità endoteliale associata a flogosi persistente
  • disturbi vascolari su base infiammatoria

Focus: infiammazione sistemica delle mucose

Il quadro tipico del Ligustro è quello di una infiammazione diffusa delle superfici mucosali, che può coinvolgere contemporaneamente più distretti:

  • orale (afte, stomatiti)
  • intestinale (coliti, enteriti)
  • respiratorio (faringiti, bronchiti)
  • genito-urinario (cistiti, uretriti)

È un rimedio di regolazione globale del terreno flogistico mucosale.

Focus: “piccolo male” in chiave funzionale (neurovegetativa e terreno)

Nel contesto del gemmoderivato di Wild privet, il focus non è sulla patologia epilettica in senso stretto, ma su un pattern funzionale caratterizzato da interruzioni transitorie della continuità neuro-psichica e sensoriale, spesso associate a terreno irritativo e disregolato.

Manifestazioni funzionali (lettura analogica)

Quadri descritti in chiave funzionale possono includere:

  • brevi “vuoti attentivi” o perdita di concentrazione improvvisa
  • sensazione di stacco mentale o “assenza” momentanea
  • rallentamenti improvvisi del flusso cognitivo
  • discontinuità percettiva in soggetti stanchi o sovraccarichi
  • instabilità neurovegetativa con alternanza di attivazione e blocco

 

Terreno di base

Spesso il fenomeno si inserisce in un terreno caratterizzato da:

  • iperreattività neurovegetativa
  • stress cronico con esaurimento funzionale
  • infiammazione mucosale e sistemica di basso grado
  • alterazione asse intestino–cervello
  • instabilità emotiva e somatica alternante

Connessione funzionale intestino–cervello

In questa chiave interpretativa, il “piccolo male” funzionale può essere correlato a:

  • disbiosi con produzione di metaboliti neuroattivi
  • alterata comunicazione enterico–cerebrale
  • sovraccarico infiammatorio intestinale
  • ridotta capacità di integrazione sensoriale centrale

 

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