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Maggiori informazioni su Rovo Gemmoderivato Nonna Ortica
Il gemmoderivato di Rubus fruticosus si ottiene dalla macerazione dei giovani getti freschi del Rovo. Nella Fitoembrioterapia (Henry, Tétau, Bergeret) è considerato uno dei principali rimedi del terreno osteo-articolare, con una particolare affinità per il metabolismo osseo, il tessuto connettivo e la donna in menopausa.
Il suo organotropismo interessa prevalentemente:
- tessuto osseo
- osteoblasti e rimodellamento osseo
- tessuto connettivo
- apparato osteo-articolare
- terreno endocrino della menopausa.
Secondo la tradizione fitoembrioterapica, Rubus fruticosus favorisce il fisiologico mantenimento della struttura ossea e trova particolare indicazione nei terreni caratterizzati da demineralizzazione, ridotta densità ossea e perdita di elasticità del connettivo.
Sostegno del metabolismo osseo
Il tessuto osseo è in continuo rimodellamento grazie all’equilibrio tra attività degli osteoblasti (formazione di nuovo osso) e degli osteoclasti (riassorbimento).
Con l’età questo equilibrio tende progressivamente a modificarsi.
Rubus fruticosus presenta particolare interesse nei terreni caratterizzati da:
- riduzione della densità minerale ossea
- fisiologica demineralizzazione;
- rallentato turnover osse
- fragilità dello scheletro
Secondo la scuola è uno dei gemmoderivati più rappresentativi del sostegno del terreno osteoporotico.
Affinità per il tessuto connettivo
L’osso e il tessuto connettivo condividono numerosi meccanismi biologici, in particolare la produzione di collagene e la qualità della matrice extracellulare.
Rubus fruticosus contribuisce al mantenimento della fisiologica funzionalità del connettivo, risultando interessante nei soggetti con:
- perdita di elasticità dei tessuti
- fragilità legamentosa
- ridotto trofismo connettivale
- invecchiamento del sistema di sostegno.
Per questo motivo viene spesso associato ad altri gemmoderivati dedicati alla struttura dell’organismo.
Donna in menopausa e salute dello scheletro
La riduzione degli estrogeni che accompagna la menopausa influenza profondamente il metabolismo osseo.
Durante questa fase aumenta fisiologicamente il riassorbimento dell’osso, con una progressiva diminuzione della densità minerale.
Rubus fruticosus rappresenta uno dei rimedi di riferimento nei protocolli dedicati alla donna in menopausa, quando l’obiettivo è sostenere:
- fisiologico rimodellamento osseo
- mantenimento della massa ossea
- qualità del connettivo
- benessere articolare.
Struttura, sostegno e invecchiamento
Con l’avanzare dell’età il sistema muscolo-scheletrico va incontro a modificazioni che interessano non solo l’osso, ma anche cartilagini, tendini e legamenti.
Rubus fruticosus trova indicazione nei terreni caratterizzati da:
- perdita di robustezza strutturale
- rallentata capacità di rinnovamento
- riduzione della resistenza meccanica dei tessuti
Il suo razionale consiste nel sostenere il fisiologico equilibrio dei processi che mantengono l’integrità della struttura corporea.
Focus – Menopausa e rimodellamento osseo: perché l’osso diventa più fragile
L’osso è un tessuto vivo che si rinnova continuamente.
Durante la menopausa, la diminuzione della produzione estrogenica altera il delicato equilibrio tra formazione e riassorbimento osseo.
Questo fenomeno determina progressivamente:
- aumento dell’attività degli osteoclasti
- riduzione della formazione di nuovo tessuto osseo
- perdita della microarchitettura dello scheletro
- maggiore fragilità dell’osso.
A questo processo contribuiscono anche:
- ridotta attività fisica
- insufficiente apporto proteico
- carenza di vitamina D
- scarso introito di calcio
- infiammazione cronica di basso grado.
Focus – Fragilità ossea, rischio di cadute e fratture nell’anziano
Con l’avanzare dell’età il rischio di frattura non dipende esclusivamente dalla riduzione della densità minerale ossea. Oggi si parla sempre più di fragilità muscolo-scheletrica, una condizione nella quale osso, muscoli, tendini, equilibrio e coordinazione vanno progressivamente incontro a un fisiologico declino.
Le principali conseguenze possono essere:
- maggiore instabilità durante la deambulazione
- riduzione della forza muscolare
- rallentamento dei riflessi posturali
- perdita di elasticità di tendini e legamenti
- aumento del rischio di cadute accidentali.
È importante ricordare che oltre il 90% delle fratture dell’anca nell’anziano è conseguenza di una caduta, mentre la riduzione della qualità dell’osso ne aumenta la probabilità e la gravità.
Per questo motivo un approccio moderno alla salute dello scheletro non dovrebbe limitarsi alla sola mineralizzazione ossea, ma considerare anche:
- il mantenimento della massa muscolare
- un adeguato apporto di proteine
- livelli ottimali di vitamina D
- una regolare attività fisica di forza ed equilibrio
- la salute del tessuto connettivo e dell’apparato locomotore
Secondo la tradizione della Fitoembrioterapia, Rubus fruticosus MG trova particolare interesse nei terreni caratterizzati da progressiva perdita della robustezza strutturale dello scheletro, rappresentando un valido supporto nei protocolli integrati rivolti al mantenimento della fisiologica qualità dell’osso durante l’invecchiamento. Inserito all’interno di uno stile di vita adeguato, può contribuire a sostenere quel “terreno biologico” su cui si fondano stabilità, autonomia e qualità della vita della persona anziana.