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Maggiori informazioni su Zea Mais Gemmoderivato – Nonna Ortica
Il gemmoderivato di Zea mays si ottiene dalla macerazione dei giovani getti freschi della pianta di Mais. Nella tradizione della Fitoembrioterapia (Henry, Tétau, Bergeret) rappresenta un rimedio con una peculiare affinità per il miocardio, il circolo coronarico e il fegato, distinguendosi per il suo impiego nei terreni caratterizzati da sofferenza tissutale e necessità di recupero funzionale.
A differenza di altri gemmoderivati cardiovascolari, il Mais non agisce principalmente sulla regolazione del tono vascolare, ma viene tradizionalmente considerato un rimedio di trofismo e riparazione, orientato a sostenere la fisiologica capacità dei tessuti di recuperare struttura e funzionalità.
Presenta particolare organotropismo per
- miocardio
- arterie coronarie
- fegato
- metabolismo cellulare.
Trofismo del muscolo cardiaco
Il cuore è un organo ad elevatissimo consumo energetico. Ogni cardiomiocita deve mantenere costantemente la propria efficienza strutturale e metabolica per garantire una corretta funzione contrattile.
Secondo la tradizione fitoembrioterapica, Zea mays MG presenta una particolare affinità per il tessuto miocardico, risultando interessante nei terreni caratterizzati da:
- ridotta vitalità del muscolo cardiaco
- fisiologico invecchiamento del miocardio
- necessità di sostegno metabolico del cuore
Il suo razionale è quello di favorire il mantenimento del fisiologico trofismo cellulare.
Supporto del recupero del terreno coronarico
Dopo una sofferenza ischemica, il cuore attiva complessi processi di rimodellamento destinati a preservare la funzione del miocardio.
Nella tradizione della scuola Cemon, Zea mays viene inserito nei protocolli di supporto al terreno cardiovascolare quando è necessario favorire i fisiologici processi di recupero dei tessuti.
Può essere considerato, sempre nell’ambito di un percorso medico, nei terreni caratterizzati da:
- esiti di ischemia miocardica
- recupero post-infartuale
- rimodellamento del tessuto cardiac
- fragilità del muscolo cardiaco.
Benessere delle arterie coronarie
Le arterie coronarie garantiscono il continuo apporto di ossigeno e nutrienti al cuore.
Il gemmoderivato viene tradizionalmente utilizzato nei terreni dove è opportuno sostenere la fisiologica integrità del distretto coronarico e il mantenimento della funzione nutritiva del miocardio.
Può essere associato ad altri gemmoderivati cardiovascolari per un approccio più completo al terreno cardiocircolatorio.
Sostegno della funzionalità epatica
Oltre all’affinità cardiovascolare, Zea mays MG presenta un interessante tropismo per il fegato.
Secondo la tradizione fitoembrioterapica viene utilizzato nei terreni caratterizzati da:
- sofferenza epatocellulare
- alterazione degli indici di funzionalità epatica
- sovraccarico metabolico.
Tradizionalmente è impiegato come supporto nei soggetti con incremento delle transaminasi e di altri marker biochimici di sofferenza epatica, contribuendo al mantenimento della fisiologica funzione degli epatociti.
Focus – Il rimodellamento cardiaco: come il cuore cerca di ripararsi
Dopo un episodio di sofferenza ischemica, il cuore mette in atto un complesso processo chiamato rimodellamento cardiaco, attraverso il quale tenta di preservare la propria funzione.
Questo processo coinvolge:
- cardiomiociti
- matrice extracellulare
- microcircolo coronarico
- fibroblasti
- cellule infiammatorie.
Nelle prime fasi il rimodellamento rappresenta una risposta fisiologica, ma quando diventa eccessivo può favorire una progressiva perdita di efficienza contrattile.
Per questo motivo oggi la cardiologia moderna dedica grande attenzione al mantenimento del trofismo del miocardio, alla protezione dei cardiomiociti e al contenimento dello stress ossidativo.
Secondo la tradizione della Fitoembrioterapia, Zea mays MG trova il proprio razionale proprio in questo terreno biologico, sostenendo la fisiologica capacità del tessuto cardiaco di mantenere struttura e funzionalità durante i processi di recupero.
Nota: il gemmoderivato non sostituisce in alcun modo la terapia cardiologica prescritta dopo un infarto, ma può essere inserito esclusivamente come supporto complementare sotto controllo del medico.